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Il pavimento sopraelevato torna nella ricerca critica ed estetica di Eva & Franco Mattes, i pionieri della Net Art che hanno fatto della manipolazione dei media il proprio linguaggio globale. In concomitanza con la Biennale 2026, il duo italiano presenta “RAGE BAIT”, una nuova e provocatoria mostra commissionata dalla Autotelic Foundation e curata da Nadim Samman e Luisa Haustein, che aprirà le porte il 6 maggio a Venezia.
La provocazione come standard digitale
Il titolo della mostra – RAGE BAIT – si appropria del gergo di internet per descrivere quei contenuti progettati specificamente per generare indignazione, dirottare l’attenzione e forzare una reazione emotiva viscerale.
L’esposizione si snoda tra gli storici spazi di Palazzo Franchetti e la piscina privata Le Cabanon alla Giudecca, analizzando come queste dinamiche siano diventate il traguardo inevitabile delle piattaforme digitali, ottimizzate per massimizzare il coinvolgimento degli utenti attraverso il conflitto.
Il pavimento sopraelevato tra spazio fisico e rete digitale

Il legame tra la visione dei Mattes e le soluzioni architettoniche tecniche trova a Venezia una nuova, radicale evoluzione. Se nella precedente mostra Most to least viewed a Modena il pavimento sopraelevato materializzava fisicamente una “timeline” dei social media, in RAGE BAIT l’installazione diventa uno strumento di critica ancor più esplicita.
All’interno delle sale cinquecentesche di Palazzo Franchetti, gli artisti mettono in atto una “banalizzazione architettonica” dello spazio classico. L’allestimento è una scenografia di componenti prefabbricati dove il sistema pavimento dialoga con gabbie e passerelle portacavi, ricreando l’estetica cruda dei data center e delle infrastrutture per il mining di criptovalute.
In questo contesto, il pavimento tecnico diventa l’espressione fisica della gigantesca rete invisibile, rivelando la materialità brutale che sostiene il cloud.
RAGE BAIT – Le Opere
Attraverso l’interfaccia fisica del sistema pavimento, i Mattes distribuiscono due installazioni monumentali che interrogano il nostro rapporto con l’automazione:
// Cursed Cat (in the Dataset): un’intelligenza artificiale (LLM) addestrata esclusivamente su immagini di un gatto nero impagliato. L’opera genera versioni distorte del “gatto maledetto”, immettendole in rete per “corrompere” i futuri dataset delle IA, mentre un braccio robotico monitora i visitatori.
// Are You Still There?: una serie di video generati dall’IA in cui personaggi simbolo del “brainrot” italiano interpretano conversazioni reali provenienti da una linea di prevenzione suicidi, esplorando l’inquietante tendenza umana ad attribuire empatia a sistemi algoritmici.
Il percorso si conclude presso Le Cabanon con l’installazione video “But I Love Human”, una riflessione sull’automazione del sé attraverso i Non-Player Characters (NPC) di TikTok, sospesa suggestivamente sopra le acque della laguna.

Info Utili e Date
Sede 1: Palazzo Franchetti
Date: Dal 6 maggio al 30 giugno 2026 | Orari: 11:00 – 19:00
Sede 2: Le Cabanon (Giudecca)
Date: Dal 6 al 31 maggio 2026 | Orari: 12:00–18:00
Accesso: previa registrazione via mail a registration@autotelic-foundation.org
