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Home / News / Novità / Sou Fujimoto firma il Serpentine Gallery Pavillion 2013

Il padiglione temporaneo più famoso al mondo verrà inaugurato l’8 giugno 2013 nei Kensington Gardens, proprio di fronte la Serpentine Gallery, che ogni anno invita, in qualità di progettista, un nome importante dell’architettura mondiale che non abbia ancora realizzato un’opera nel Regno Unito.

Una nuvola trasparente creata da un reticolo di acciaio bianco: sarà così (almeno stando ai rumors) il nuovo Serpentine Gallery Pavillion, secondo Sou Fujimoto.

Sou Fujimoto
Sou Fujimoto

Giovanissimo architetto giapponese, nato nel 1971, Sou Fujimoto è noto per il suo tocco leggero e raffinato nel progettare gli spazi domestici di abitazioni private, come la House N e la House NA in Giappone. La sua è una continua ricerca di equilibrio tra ciò che è  artificio architettonico e l’ambiente naturale che lo circonda, come è illustrato nel suo testo “Primitive future“, uscito nel 2008 e diventato presto un best seller per il mondo dell’architettura contemporanea.

Primitive Future - Sou Fujimoto
Primitive Future – Sou Fujimoto

Prima di Fujimoto, si sono cimentati nell’ambizioso progetto i giapponesi Toyo Ito e Sanaa, e le archistar Zaha Hadid, Frank Gehry, Jean Nouvel, Rem Koolhaas e Daniel Libeskind. Nel 2012 il Serpentine Pavillon era stato commissionato al trio Herzog & de Meuron, e Ai Weiwei, per realizzare una struttura sotterranea che ricordasse in maniera simbolica i padiglioni degli anni precedenti.

Ecco le parole di Fujimoto, che spiegano in maniera chiara la sua idea del Serpentine Pavillon 2013:

Per il padiglione 2013 propongo un paesaggio architettonico: un terreno trasparente che incoraggia le persone a interagire con esso esplorandolo in diversi modi. All’interno del contesto pastorale dei Kensington Gardens penso al vivido verde della natura circostante, tessuto insieme alla geometria del costruito. Verrà creata una nuova forma di ambiente dove la natura e la costruzione dell’uomo si uniscono; non esclusivamente architettura né solamente natura, ma un unico incontro delle due“.

Serpentine Gallery Pavilion 2013 by Sou Fujimoto-Exterior Indicative-CGI-©-Sou-Fujimoto-Architects
Serpentine Gallery Pavilion 2013 by Sou Fujimoto-Exterior Indicative-CGI-©-Sou-Fujimoto-Architects

Lo scopo sembra chiaro: quello di voler creare uno spazio per accogliere i visitatori, rendendoli parte integrante del paesaggio.

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Serpentine Gallery Pavilion 2013 will be designed by the japanese architect Sou Fujimoto.

41 years old, Sou Fujimoto is the youngest architect to accept the invitation to design a temporary structure for the Serpentine Gallery. The most ambitious worldwide architectural programme of its kind, the Serpentine’s annual Pavilion commission is one of the most anticipated announcements on the cultural calendar. Past Pavilions have included designs by Herzog & de Meuron and Ai Weiwei (2012), Frank Gehry, the late Oscar Niemeyer in 2003 and Zaha Hadid, who designed the inaugural structure in 2000. 

Widely acknowledged as one of the most important architects coming to prominence worldwide, Sou Fujimoto is the leading light of an exciting generation of artists who are re-inventing our relationship with the built environment. Inspired by organic structures, such as the forest, the nest and the cave, Fujimoto’s signature buildings inhabit a space between nature and artificiality. Fujimoto has completed the majority of his buildings in Japan, with commissions ranging from the domestic, such as House N, to the institutional, such as the Musashino Art Museum and Library at Musashino Art University. 

Describing his design concept, Sou Fujimoto said:

For the 2013 Pavilion I propose an architectural landscape: a transparent terrain that encourages people to interact with and explore the site in diverse ways. Within the pastoral context of Kensington Gardens, I envisage the vivid greenery of the surrounding plant life woven together with a constructed geometry. A new form of environment will be created, where the natural and the man-made merge; not solely architectural nor solely natural, but a unique meeting of the two“.

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