Author Archives: Camilla Rossi

pavimenti sopraelevati

I pavimenti sopraelevati Nesite per il recupero dell’Ex Fattoria degli Innocenti – Figline Valdarno

I pavimenti sopraelevati Nesite hanno consentito il recupero dell’Ex Fattoria degli Innocenti a Figline Valdarno. Nella nostra rubrica Progetto del Mese vi raccontiamo dello Studio di Architettura T.O.P che ha seguito i lavori, e del recupero nella sua totalità.

  • STUDIO DI ARCHITETTURA TOP:

Lo studio di Architettura T.O.P. (Tecnici Operatori Progettisti) è formato da un gruppo di professionisti associati che opera nel settore del restauro, ristrutturazioni e nuove costruzioni nel Valdarno Superiore da più di venti anni.

La guida e l’indirizzo tecnico dello studio è attribuita all’architetto Danilo Bruschetini  il quale,  ormai conoscitore del proprio mestiere di architetto da tanti anni,  segue prevalentemente gli interventi più importanti.  Fra le opere eseguite possiamo citare il recupero di alcuni borghi storici come quello di Capraia in Comune di Castel Franco di Sopra, oppure quello di Fontebussi e della Poggiarina in Comune di Cavriglia.

Recentemente è stato completato il recupero con restauro dei locali della ex Fattoria dell’Istituto degli Innocenti in Figline Valdarno destinata alla nuova sede dei Vigili Urbani del Comune Unico di  Figline-Incisa.          

Fra le nuove costruzioni si evidenziano esperienze fatte per interventi pubblici come la Biblioteca del Comune di Gaiole in Chianti, l’ampliamento del cimitero del Comune di Incisa Valdarno oppure rinnovata recentemente, la nuova palazzina uffici dell’A.E.R (Ambiente Energie e Risorse) in Comune di Incisa Valdarno . Fra le nuove costruzioni eseguite a privati risaltano opere di interventi per la costruzione di edifici per civile abitazione a schiera o villette singole nei vari Comune del Valdarno.

  • PROGETTO EX FATTORIA DEGLI INNOCENTI

Il progetto realizzato nei locali della ex Fattoria degli Innocenti di proprietà pubblica può essere considerato un intervento con finiture moderne inserito in un contesto storico. “Si tratta di un locale di circa mq. 330 posto al piano terreno di un vecchio edificio con la sua precedente destinazione a cantina della fattoria – racconta l’architetto Bruschetini –“. “Prima dell’inizio del recupero, il locale, internamente, si presentava ancora totalmente intatto –continua – fatta eccezione per delle piccole strutture incoerenti che erano state installate internamente. Tutta la superficie del locale, larga circa mt. 7,50 e lunga circa mt. 44,30 si presentava con una splendida pavimentazione in lastre di pietra lavorate a mano inalterate dal tempo, formate da pendenze e canalette che servivano per raccogliere le acque durante il lavaggio delle botti.”

DSC 0030 I pavimenti sopraelevati Nesite per il recupero dellEx Fattoria degli Innocenti   Figline Valdarno

Pannello in vetro Nesite – dettaglio

“Il soffitto – spiega l’architetto Danilo Bruschetini – è invece era formato da un insieme di “voltine” in cotto appoggiate su longarine in ferro. Le finestre erano protette da grigliati in ferro.”

L’opera realizzata soddisfa a pieno le esigenze del Comune e dello studio TOP sottolinea l’architetto: “funzionalità e sobrietà dei locali progettati per l’utilizzo a cui sono stati destinati, e nello stesso tempo recupero degli stessi locali senza stravolgere lo stato originario interno ed esterno dell’intero ambiente”.

Gli interventi fatti posso essere distinti in due fasi: la fase iniziale è servita per riportare il locale alla sua origine, prima attraverso opere di recupero delle voltine in cotto del soffitto, la ripulitura delle pietre, il recupero delle inferriate sulle finestre e degli stipiti di porte e finestre,  nonché con l’asportazione dei materiali impropri e delle macchine presenti internamente al locale; la fase successiva è invece servita per creare l’ambiente interno senza intervenire sulle murature portanti del locale, sui pavimenti storici in pietra, e sulla copertura a “voltine”

 

  • IL PAVIMENTO SOPRAELEVATO NESITE ALL’INTERNO DEL PROGETTO

Attraverso l’uso del pavimento sopraelevato del brand Nesite è stato possibile lasciare intatto il pavimento sottostante e far passare, nell’intercapedine che si è venuta a creare fra le due superfici,  parte delle canalizzazioni degli impianti meccanici ed elettrici senza demolire o tagliere le pietre originarie. In più nella zona accettazione è stato installato un pavimento sopraelevato trasparente in vetro per rendere visibile a tutti la caratteristica e le forme del pavimento originario in pietra delle vecchie cantine. Il pavimento sopraelevato ha permesso inoltre di creare con il colore scelto fra una varietà di proposte che Nesite mette a disposizione,  quelle tonalità che andavano bene alla scalatura del colore delle pareti mobili.

DSC 0070 I pavimenti sopraelevati Nesite per il recupero dellEx Fattoria degli Innocenti   Figline Valdarno

Ex Fattoria degli Innocenti- pavimento sopraelevato Nesite

Lo Studio di Archiettura T.O.P ha poi completato l’opera con le pareti mobili e con dei controsoffitti in cartongesso – realizzati solo in piccola parte nelle zone dei servizi igienici e spogliatori per preservare e lasciare sul resto dei locali i soffitti a vista – usando le prime per il passaggio dei vari cavi dell’impianto elettrico ed i secondi per le tubazioni degli impianti meccanici e di trattamento dell’aria. 

DSC 0079 I pavimenti sopraelevati Nesite per il recupero dellEx Fattoria degli Innocenti   Figline Valdarno

Ex fattoria degli Innocenti – pavimenti sopraelevati Nesite – dettagli

DSC 0027 I pavimenti sopraelevati Nesite per il recupero dellEx Fattoria degli Innocenti   Figline Valdarno

Pavimenti sopraelevato in vetro- Nesite

 

Sfruttando così in maniera semplice ma ragionata queste opportunità date dal pavimento sopraelevato Nesite e delle pareti mobili, è stato possibile realizzare quest’intervento sfruttando tutti gli spazi per soddisfare le esigenze della nuova sede dei Vigili Urbani ma preservando intatta tutta la struttura affinché in qualsiasi momento, togliendo queste  “ambientazioni”,  possa ritornare nel suo stato originale.

 

Contatti dello studio di Architettura T.O.P:

sede: Figline Valdarno, via della Vetreria n. 73

tel. 055-959629

e-mail info@studiotop.me

Archist City by Federico Babina

Archist City – Architettura immaginaria

Archist City, 27 maestri della pittura del XX secolo rivisti dall’architetto Federico Babina.

Archist City è il titolo dell’ultima creazione di Federico Babina, architetto originario di Bologna con base a Barcellona. Con l’escamotage del what if…? Babina indaga il profondo legame tra pittura e architettura: “Se Marcel Duchamp avesse progettato un edificio, come sarebbe stato?”.

Archist City, arti a confronto

Babina con il suo lavoro esplora il rapporto simbiotico tra architettura e arte e le modalità attraverso le quali interagiscono l’una con l’altra: «Pittura, scultura e architettura sono sempre state discipline complementari che si influenzano a vicenda e crescono e si sviluppano tra percorsi comuni» – racconta il creatore di Archist City – «Una scultura è come una micro-architettura, una facciata può diventare come una tela dipinta e un edificio può essere modellato come nelle mani di un abile scultore».

08 Andy Warhol 01 905 Archist City –  Architettura immaginaria

Andy Wharol interpretato da Babina in una delle tavole di Archist City

Un racconto dell’arte contemporanea

Picasso, Warhol, Mirò sono solo alcun dei nomi degli artisti del XX secolo reinterpretati da Babina. «Ho preso piacere immaginando un’architettura ricca di arte, progettata e costruita attraverso l’interpretazione del linguaggio di un artista». Archist City si rivela una sorta di racconto per disegni dell’arte contemporanea. L’architetto emiliano non giustappone semplicemente correnti pittoriche come la pop art, l’espressionismo astratto e il surrealismo, ma sottolinea il tratto personale di artisti come Keith Haring, Mark Rothko e Salvador Dalì: «La definizione e la funzione dell’architettura stanno cambiando costantemente con lo sviluppo dell’arte contemporanea» conclude Babina.

Per dare uno sguardo a tutte e 27 le tavole del progetto Archist City di Federico Babina, potete cliccare qui.

Opus Tower rendering

Opus Tower – Tra tecnologia ed estetica

Zaha Hadid firma un nuovo centro direzionale per Dubai, pronto nel 2016.

The Opus Tower, questo è il nome dell’ultima fatica dell’archistar anglo-irachena Zaha Hadid per Dubai. Il progetto, che arricchirà il già generoso skyline della città degli Emirati Arabi Uniti, ospiterà al suo interno un albergo extra lusso della catena Melia Hotels & Resorts e verrà inaugurato nel 2016. Una struttura non solo mirabile dal punto di vista estetico, ma anche all’avanguardia per la tecnologia utilizzata. Vediamo insieme le sue caratteristiche.

Opus Tower

Il progetto per la Opus Tower comprende due strutture concepite come un singolo “cubo eroso”, forma molto cara all’architetto. La Opus occuperà un’area di oltre 80.000 metri quadrati e si svilupperà su 21 piani. Caratterizzata da un design estremo per un’area direzionale, la Opus Tower si distacca notevolmente dalla tradizione con il suo massiccio utilizzo di linee quasi liquide. Linee curve, pieni e vuoti in perfetta coerenza con gli edifici di Dubai, città che ha da subito dimostrato grande interesse per strutture fuori dall’ordinario. La creatura della Hadid, in tal senso, è infatti inserita in un più vasto piano finalizzato alla rivitalizzazione dell’area della baia sulla quale si affaccia.

Opus Tower ext day street 1 Opus Tower   Tra tecnologia ed estetica

Rendering diurno della Opus Tower

Facciata e tetto: giochi di luci e spazi

La facciata della Opus Tower sarà costituita da vetro pixellato altamente riflettente che di giorno conferirà pienezza a tutta la struttura mentre di notte, il cubo si “dematerializzerà” attraverso un sapiente gioco di luci LED. Altra struttura che la Hadid studia fin nel dettaglio è il tetto. Esso diviene lo strumento per raccontare la Business Bay attraverso un giardino panoramico, uno spazio pubblico dove, allo stesso tempo, la privacy regna sovrana.

OpusTower ext night street2 Opus Tower   Tra tecnologia ed estetica

Rendering in notturna della Opus Tower

Zaha Hadid firma tutti i dettagli

Si tratta di un edificio che sfida l’idea tradizionale di un’area direzionale – assicura la Hadid parlando della Opus Tower – non solo per la sbalorditiva geometria, ma anche perché sarà un luogo che vanterà una migliore qualità ambientale grazie all’utilizzo delle tecnologie più avanzate. Tutti i materiali – prosegue il premio Premio Pritzker – sono stati scelti per garantire durabilità, efficienza e resistenza nonché un ottimo isolamento acustico in difesa della privacy”. Inoltre, per la prima volta, è Zaha Hadid a firmare tutti i dettagli compresi gli arredi dell’hotel, disegnati con il suo stile liquido all’insegna delle linee curve e avvolgenti.

Per ulteriori info sull’avanzamento del progetto cliccate qui.

Mercato Lideta

Mercato Lideta – Tra comunità, architettura e ambiente

«Il mio lavoro si concentra sul connettere la vita della comunità, l’ambiente naturale e le tradizioni» parola di Xavier Vilalta, architetto catalano, incaricato di creare un centro commerciale multi-piano ad Addis Abeba. Non appena i committenti gli mostrarono l’idea del progetto del Mercato Lideta che avevano intenzione di costruire, Vilalta fu sul punto di fuggire via. Era il solito shopping mall visto tante volte in giro per il mondo. Il progetto, secondo la sua visione, non poteva essere l’ennesimo tempio del benessere occidentale dedicato allo spreco e il cui design non ha niente a che fare con l’Africa. L’idea di Vilalta voleva andare oltre, rispettando la tradizione e l’ambiente.

La comunità al centro

L’architetto originario di Mollerussa focalizza la sua attenzione sulla natura, attingendo allo stesso tempo alle antiche tradizioni del continente in modo da creare un edificio iconico, moderno, ma soprattutto adatto a una comunità. Ed è proprio da qui che l’architetto parte per il progetto del Mercato Lideta, dalle esigenze delle persone. Ispirandosi al mercato della capitale etiope, Vilalta crea uno spazio di condivisione, piuttosto che uno spazio di esclusivo consumo.

Mercato Lideta  Mercato Lideta   Tra comunità, architettura e ambiente

Interno del Mercato Lideta (rendering). In evidenza il sistema di areazione/luce

Tradizione e tecnologia al Mercato Lideta

Dato che la temperatura della città è decisamente mite (20-25°), Vilalta decide di rinunciare all’impianto di condizionamento e di lasciare che luce e aria entrino in maniera filtrata all’interno del Mercato Lideta attraverso piccoli elementi prefabbricati. Questa idea oltre ad abbattere i costi dell’elettricità (in una città dove i black out sono all’ordine del giorno) è anche un richiamo alla tradizione: Vilalta ha disegnato queste speciali strutture ispirandosi ai giochi geometrici presenti negli abiti e negli accessori delle donne etiopi.

Sostenibilità ambientale e condivisione di spazi

Sempre all’insegna dell’ecosostenibilità Vilalta decide di posizionare pannelli fotovoltaici sul tetto al fine di rendere l’edificio autosufficiente in termini energetici. In più, i portici del Mercato Lideta sul tetto raccolgono l’acqua piovana da riciclare per i sanitari. Al centro del progetto resta comunque la comunità. Vilalta ha progettato anche il tetto proprio come uno spazio pubblico con aree di ritrovo e bar, una sorta di oasi urbana a disposizione della comunità locale. Al momento la struttura è stata completata ed è iniziata la realizzazione della facciata.

Per maggiori info:http://www.xva.cat/

pavimento sopraelevato

Il pavimento sopraelevato: la manutenzione

Il pavimento sopraelevato è un sistema tecnico composto da elementi removibili che richiede poche e semplici regole per la manutenzione.

Eurobuilder 2 manutenzione Fotor Il pavimento sopraelevato: la manutenzione

Il pavimento sopraelevato e la manutenzione

Ecco quindi alcuni consigli da tenere sempre a mente per preservare la stabilità del sistema:

  • Usare sempre carrelli a sollevamento per muovere e spostare carichi particolarmente pesanti, inserendo tra i pannelli e le ruote, dei sistemi rigidi (ad esempio assi in legno) per una corretta ripartizione dei carichi.
  • Se state operando su un pavimento sopraelevato con strutture a traversi (dove la tenuta ermetica del sottopavimento è garantita dalle guarnizioni), occorre prestare particolare attenzione a non danneggiare o rimuovere le guarnizioni delle colonnine e dei traversi: in questo caso specifico, se ciò avviene, è necessario valutare se sia il caso di provvedere alla loro sostituzione.
  • Nel caso in cui siano necessarie la rimozione e la messa in posa del pavimento sopraelevato ciò deve avvenire obbligatoriamente usando gli appositi attrezzi per il sollevamento, evitando nel modo più assoluto l’utilizzo di mezzi meccanici per fare da leva tra i pannelli.
  • Per riposizionare i pannelli che compongono il pavimento sopraelevato, è consigliato eseguire la procedura con la massima cura, esercitando una leggere pressione, ma allo stesso tempo verificando che i pannelli vicini siano posti nel modo corretto. 
  • Occorre essere particolarmente scrupolosi nel caso si stia eseguendo la manutenzione di un pavimento sopraelevato che comprende accessori, per non danneggiare le connessioni.
  • Se la manutenzione prevede il taglio o la foratura di pannelli con accessori, occorre rispettare una distanza dal bordo del pannello, per garantire la robustezza del carico concentrato: è opportuno non eseguire tagli a meno di 10 centimetri dai bordi e utilizzare l’attrezzatura più idonea a seconda del tipo di pannello.

Ricordiamo, infine, che il pavimento sopraelevato deve essere installato in ambienti asciutti e protetti, con temperatura compresa tra 5°C e 35°C e umidità relativa compresa tra 40% e 75%.

Potete scaricare la nostra scheda “Pavimento sopraelevato: manutenzione e pulizia” al seguente link:

http://www.nesite.com/download/FILE%20ITA/schede_di_manutenzione/manutenzione%20e%20pulizia.pdf

Olimpiadi di Sochi

Olimpiadi di Sochi: l’architettura che lascia il segno

Domenica 23 febbraio si porterà via le Olimpiadi Invernali di Sochi insieme a chi ha perso, alle medaglie d’oro e alle tante polemiche. Di certo, però, a non passare saranno le straordinarie strutture che hanno ospitato i Giochi. Il master plan si è focalizzato su stadi e arene nel cosiddetto Olympic Park, lungo il Mar Nero. Vediamo insieme le 5 strutture più significative di queste Olimpiadi di Sochi.

FISHT OLYMPIC STADIUM

La struttura, in quanto a forme morbide, deve molto all’uovo Fabergé, icona russa e innegabile ispirazione dello studio Populous, realizzatore dell’opera. Il Fisht dispone di una copertura in policarbonato traslucido, utilizzato per proiettare giochi di luce a richiamare le cime della Valle Imeretinskaya. Le sue dimensioni sono impressionanti: “Il Fisht occupa un volume tra le 25 e le 30 volte maggiore di altre arene analoghe” parola di Damon Lavelle, architetto progettista dello studio.

fisht stadium Olimpiadi di Sochi: l’architettura che lascia il segno

Fisht Olympic Stadium

ADLER ARENA

Questa arena ellittica da 8.000 posti ospita le gare di pattinaggio di figura, di velocità e la Short Track. Costruito nel 2012, dallo studio nordamericano CannonDesign, si trova al centro dell’Olympic Park. I muri lungo i lati della pista sono trasparenti così da permettere agli spettatori di godere del meraviglioso paesaggio naturale circostante. Il progetto è stato presentato dallo studio GUP MNIIP mosproject-4, l’istituto di ricerca di Mosca. Al termine delle Olimpiadi Invernali verrà, con tutta probabilità, convertito in un centro espositivo.

adler arena Olimpiadi di Sochi: l’architettura che lascia il segno

Adler Arena

BOLSHOY ICE DOME

Il Bolshoy ospita gli incontri di hockey su ghiaccio e, non a caso, è modellato a ricordare una goccia d’acqua congelata. Acqua che, anche di notte, resta elemento principale: è una vera e propria cascata di luci colorate a illuminare la struttura grazie ai 38.000 led installati lungo la copertura in alluminio. Notevolmente innovativa la scelta di utilizzare sistemi di fluidi termici atti a garantire alte prestazioni senza rinunciare alla sicurezza per le performance dei campioni sul ghiaccio.

bolshoy ice dome Olimpiadi di Sochi: l’architettura che lascia il segno

Bolshoy Ice Dome

ICEBERG SKATING PALACE

La struttura nasce per ospitare il pattinaggio di figura, può contenere sino a 12.000 persone e la sua forma riprende ancora una volta il tema dell’acqua e delle onde del Mar Nero, sul quale Sochi si affaccia. Al termine delle Olimpiadi, la pista dell’arena sarà trasportata a Stavropol, offrendo una struttura di alta qualità a questa città dell’entroterra.

iceberg skating palace Olimpiadi di Sochi: l’architettura che lascia il segno

Iceberg Skating Palace

SOCHI MEDALS PLAZA

Tutti i vincitori di queste XXII Olimpiadi Invernali ricevono ogni sera le loro medaglie proprio qui, al Medals Plaza. L’edificio è collocato al centro dell’Olympic Park, nei pressi del Fisht Stadium. Circondato da 107 bandiere, a rappresentare le nazioni in gara, il Plaza può contenere sino a 20.000 spettatori. Prima della consegna dei premi, dalle 19:00, il Plaza si trasforma in una sorta di teatro con le performance di artisti locali e internazionali.

Sochi Medals Plaza Olimpiadi di Sochi: l’architettura che lascia il segno

Sochi Medals Plaza

 

Photo Credits: Instagram Users @shoparchitects

L’architettura su Instagram: 5 architetti e designers da seguire

Gli architetti si adeguano ai tempi, e lo fanno utilizzando Instagram.

Per essere sempre aggiornati sulle ultime tendenze dell’interior design da fonti più che attendibili,  e trovare gli ultimi progetti delle archistar del momento, ecco un modo semplice:  scoprire in anteprima tutte le novità del mondo dell’architettura e del design direttamente dalla viva voce (o meglio, dalle vive immagini) dei protagonisti. Vi segnaliamo allora 5 profili di designers e architetti must-follow su Instagram.

1 – Alessandra Branca (@abranca). Designer nata a Roma, americana d’adozione, si divide tra Chicago (dove ha fondato il suo studio nel 1981) New York, Roma e Harbour Island. Insta-dettaglio: Definisce Instagramthe virtual visual anytime anywhere cocktail party”. Una sorta di aperitivo visivo senza soluzione di continuità né limiti fisici.

Alessandra Branca L’architettura su Instagram: 5 architetti e designers da seguire

Photo Credits: Instagram User @abranca

2 – Alexander Gorlin (@alexgorlin). Architetto newyorkese noto per avere un portfolio particolarmente vasto: da istituzioni pubbliche passando per appartamenti di lusso sino all’affordable housing. Insta-dettaglio: le sue foto allo stesso edificio da prospettive diverse e inaspettate che fanno scoprire nuovi particolari a ogni scatto.

Alexander Gorlin L’architettura su Instagram: 5 architetti e designers da seguire

Photo Credits: Instagram user @alexgorlin

3 – Shop Architects (@shoparchitects). Dietro questo nome si celano più di 150 architetti attivi a Broadway, New York, ma provenienti da tutto il mondo (Italia inclusa). Insta-dettaglio: aspettatevi video behind the scenes di progetti molto ambiziosi (come il B2 Tower di Brooklyn) e paesaggi urbani romantici. Adorano lanciare hashtags di successo (#archmodelmonday).

ShopArchitects L’architettura su Instagram: 5 architetti e designers da seguire

Photo Credits: Instagram Users @shoparchitects

4 – Isabel Lopez-Quesada (@isabellopezquesada). L’unica europea della nostra top 5 è spagnola (di Madrid, per la precisione). La arquitecta de interiores y decoradora, ha recuperato, tra gli altri progetti, una ex fabbrica trasformandola in una casa accogliente e di gran gusto. Insta-Dettaglio: Isabella viaggia moltissimo nei più bei luoghi del mondo e non perde occasione per condividere dettagli con i suoi followers su Instagram.

Isabella Lopez Quesada L’architettura su Instagram: 5 architetti e designers da seguire

Photo Credits Instagram User @isabellopezquesada

5 – Alex Papachristidis (@alexsviewpoint). Nonostante il suo cognome quasi impronunciabile si tratta di un interior design statunitense definito come un “eclettico tradizionalista con un occhio moderno”. Insta-dettaglio: ama fotografare opere d’arte in spazi sontuosi con grande attenzione ai dettagli architettonici. Gli scatti imperdibili restano quelli del suo Yorkshire terrier Teddy mentre riposa sul cuscino.

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Photo Credits Instagram User @alexsviewpoint

Provate dunque a spulciare tra questi profili Instagram, per rimanere sempre informati sulle nuove tendenze dell’architettura e del design, grazie all’occhio dei protagonisti.

pavimenti sopraelevati - resistenza al fuoco

I pavimenti sopraelevati e la resistenza meccanica

La resistenza meccanica dei pavimenti sopraelevati è la capacità di un pavimento galleggiante di resistere, piegandosi, ad un dato carico che grava su di esso.

La normativa europea di riferimento del settore pavimenti sopraelevati è la EN 12825 che si riferisce al parametro univoco del “Carico Massimo di Sicurezza” (vicinissimo, dal punto vista tecnico, al carico di rottura). Questo carico è inteso come il carico massimo concentrato al quale un sistema di pavimenti sopraelevati può resistere sul suo punto più debole, per una durata massima di 5 minuti, senza collassare.

resistenza al fuoco normativa europea I pavimenti sopraelevati e la resistenza meccanica

Resistenza al fuoco – La normativa europea

Per comprendere meglio il metodo di misurazione è utile chiarire alcune definizioni:

  • Il carico massimo è carico al momento del cedimento dell’elemento durante lo specifico procedimento di prova. Il carico massimo è talvolta chiamato carico di rottura.
  • Il coefficiente di sicurezza è il fattore per il quale è diviso il carico massimo per determinare il carico di esercizio.
  • Carico di esercizio è il carico ottenuto dividendo il carico massimo per il fattore di sicurezza. Il carico di esercizio è talvolta chiamato carico di progetto o carico nominale.

 Il carico massimo concentrato diviso per il coefficiente di sicurezza previsto dallo Stato membro in ambito nazionale determina quindi il “carico di esercizio”.

Ad esempio, un carico massimo di sicurezza 9 kN sarà classificato in Italia, in Germania e in Francia, dove il coefficiente di sicurezza è 2, esprimerà un carico di esercizio di  9 / 2 = 4,5 kN. In Inghilterra, invece, dove il coefficiente di sicurezza è 3 il “carico di esercizio”  sarà di 9 / 3 = 3 kN.

La vigente normativa europea in materia di resistenza meccanica EN 12825 non prevede prove di carico uniformemente distribuito. Questo carico viene ancora oggi espresso poiché, per consuetudine, nel settore edilizio ci si riferisce con lo stesso parametro alla portata dei solai.

I pavimenti sopraelevati presentano normalmente, al carico distribuito, una resistenza superiore a quella del solaio o soletta su cui poggiano; per questo motivo tale criterio di giudizio non viene osservato dalle attuali norme che si riferiscono al settore dei pavimenti flottanti.

Per eseguire la prova di resistenza meccanica, viene applicato un carico concentrato prefissato con una macchina idraulica, su un modulo di pavimento sopraelevato. Compiuta questa manovra, si misura l’abbassamento totale del modulo sulla verticale del carico stesso e la resistenza del sistema per almeno 5 minuti, quando sottoposto al carico massimo di sicurezza. In alcuni casi si aumenta il carico prefissato fino alla rottura del pannello.

prova di resistenza I pavimenti sopraelevati e la resistenza meccanica

Prova di resistenza meccanica

La resistenza meccanica è quindi fondamentale per i pavimenti sopraelevati: per questo il pavimento Nesite è stato testato e certificato secondo la EN 12825 e può raggiungere anche carichi estremamente pesanti richiesti da progetti speciali.

Padiglione Italia - Expo 2015 Milano

Padiglione Italia: dal progetto a Expo Milano 2015

La mostra “Padiglione Italia.Dal Progetto a Expo Milano 2015”, inaugurata a Roma a novembre, resterà aperta fino al 15 gennaio 2014: sarà poi esposta a Bruxelles e arriverà a Venezia in primavera, in occasione della Mostra Internazionale di Architettura. 

Al centro della mostra, ricca di filmati, rendering e disegni architettonici, c’è il plastico in scala 1:50 del nostro Padiglione all’Esposizione Universale del 2015.

Padiglione Italia Nemesi Partners Padiglione Italia: dal progetto a Expo Milano 2015

Padiglione Italia – Nemesi & Partners

Il progetto architettonico del Padiglione è l’esito di un concorso internazionale di progettazione vinto da un team italiano formato da Nemesi & Partners, Proger e Bms Progetti.  Lo scopo è di valorizzare l’eccellenza delle imprese italiane, ponendo l’accento sull’innovazione. Il Padiglione Italia è stato pensato dagli architetti come un bosco, una foresta urbana che vive e fiorisce all’interno delle città, e che nei volumi vuole ricordare le fattezze di un grande albero. Indipendente dal punto di vista energetico, il Padiglione sarà una struttura alta 25 metri, che ospiterà al suo interno anche la mostra dell’Unione Europea.

Marco Balich, ideatore del concept del Padiglione è partito dal tema di Expo 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Da qui si sono sviluppati i due simboli chiave che sono il vivaio, un luogo di sviluppo per le nuove generazioni, e l’albero della vita, che fonda le sue radici su cinque principi: acqua, energia, trasparenza, natura e tecnologia.

La mostra è aperta al pubblico fino al 15 gennaio 2014 presso la Sala della Guardia d’Onore del Palazzo del Quirinale, Roma.

Installazione Pavimento sopraelevato

Installazione pavimento sopraelevato: la posa in opera

Continua la nostra rubrica dedicata al pavimento sopraelevato: oggi trattiamo uno degli argomenti principali, la posa in opera e l’installazione di un pavimento flottante.

Tempi di Installazione del Pavimento Sopraelevato

Il tempo di posa di un pavimento sopraelevato dipende da diversi fattori:

• esperienza dell’installatore

• dimensioni, forma e accessibilità dei locali

• tipo di pannello e rivestimento (inferiore e superiore)

• tipo di struttura.

Per una squadra di due persone si possono considerare da 20 a 80 m2 al giorno in funzione dei fattori citati.

Occorre tenere presente che un tempo notevole nell’installazione di un pavimento è richiesto dalla posa e rifilatura dei traversi e pannelli perimetrali. E’ consigliabile quindi far eseguire l’opera a installatori specializzati, muniti di attrezzatura idonea alla posa.

Alcune regole prima dell’installazione del pavimento sopraelevato

Prima di iniziare l’istallazione è bene seguire alcune fondamentali indicazioni indicazioni:

1. Accertarsi che il fondo in calcestruzzo sia idoneo a ricevere la struttura adottata. In generale si può dire che più la soletta è regolare e migliore sarà la facilità di posa e il risultato finale.

2. Accertarsi che il locale dove deve essere installato il pavimento sia sgombero da qualsiasi materiale risultante da precedenti lavorazioni e sia ben pulito.

3. Accertarsi che le opere murarie siano state ultimate da un periodo di tempo sufficientemente lungo in modo che i locali non presentino umidità.

4. Verificare che siano state completate tutte le installazioni complementari e in particolare i serramenti esterni.

5. Quando previsto, verificare che il fondo in calcestruzzo sia stato primerizzato con vernice antipolvere.

6. Controllare i materiali in modo da poter eventualmente determinare le quantità mancanti.

7. Determinare il punto più alto e più basso del locale per verificare l’esatta altezza delle colonnine.

8. Per diminuire la possibilità d’errore consigliamo di procedere nell’installazione a zone di non più di 100-200 mq, valore comunque variabile secondo l’esperienza del posatore.

9. Anche per le strutture con traversi in alcuni casi è necessario il fissaggio delle basi alla soletta con collante o tasselli, come ad esempio nelle seguenti situazioni:
– altezza superiore a 60 cm

- in prossimità dei giunti

- in caso di pavimento privo di muratura di contrasto perimetrale (es.: facciate continue)

- in genere quando si voglia conferire una maggiore stabilità e rigidità al pavimento sopraelevato.

 

Posa in opera del pavimento sopraelevato

Nel video che segue, vi spieghiamo passo passo quali sono i passaggi per la corretta installazione di un pavimento galleggiante.

 

VIDEO YOUTUBE – Posa in opera del Pavimento Sopraelevato Nesite

Il montaggio del pavimento sopraelevato deve avvenire nelle condizioni esposte.

Il primo passo è quello di partire da due pareti quanto più possibile ortogonali: per poter avere un riferimento fisso e preciso, si fissano due fili di nylon alle pareti in modo da creare una croce e per verificare l’ortogonalità dei fili si ricorre alla regola di Pitagora o più semplicemente alla regola 3, 4, 5.

Procedete con il montaggio delle colonnine, avvitando la base allo stelo e appoggiando la guarnizione sulla testa, adattandole all’altezza del pavimento richiesta dal livello di riferimento di cantiere.  Incollate le basi delle colonnine a terra con l’apposito collante fornito da Nesite, assieme alla struttura, applicandolo al di sotto del disco di base.

Una volta posata la struttura occorre metterla in piano. A tal scopo si usano vari strumenti, dalle bolle ad acqua con tubo di 15 m, al laser, al teodolite ottico, alle semplici livelle a bolla d’aria da metro con stadia da 3 m. Una volta livellata la struttura si incomincia la posa dei pannelli, in genere è consigliabile partire con la prima fila di pannelli interni ai due assi ortogonali. E anche buona regola verificare che non risultino porzioni di pannello troppo esigue sul perimetro del pavimento.

Per le strutture senza traversi, dove le basi vanno incollate a terra, si procede parallelamente alla posa delle colonnine e dei pannelli, livellandoli con livella a bolla d’aria man mano che si procede. Con questo tipo di installazione non è possibile camminare sopra il pavimento per le prime 24 ore, al fine di permettere alla colla delle basi di asciugare/indurire.

Ultimati i tagli e la posa dei traversi e pannelli destinati alla zona perimetrale del pavimento, la fase finale consiste nel montare le rampe, gradini, chiusure verticali e accessori previsti. Dopo l’installazione, se devono essere realizzati altri lavori sopra il pavimento, è consigliabile proteggerlo con dei fogli di cartone, tessuto non tessuto e polietilene o materiali tipo “faesite”.