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#WelcomeinNesite

#WelcomeinNesite: a breve online il nostro nuovo sito

Vi abbiamo raccontato dei nostri pavimenti sopraelevati, della nostra azienda, dei nostri collaboratori. Abbiamo parlato di progetti importanti, di grandi archistar.

Ma non abbiamo solo parlato, vi abbiamo anche ascoltato.

E continueremo a farlo, ma direttamente dal nostro nuovo sito web che sarà online dalla settimana prossima!

 #WelcomeinNesite: a breve online il nostro nuovo sito

#WelcomeinNesite

Ci vediamo là! icon smile #WelcomeinNesite: a breve online il nostro nuovo sito www.nesite.com

#TeamNesite #WelcomeinNesite 

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We told you about our raised floors, our company, our employees. We talked about important projects, of great archistars.

But we have not just talked, we’ve also listened to you.

And we will continue to do so, but directly from our new website which will be online next week!

See you there icon wink #WelcomeinNesite: a breve online il nostro nuovo sito www.nesite.com

#WelcomeInNesite #TeamNesite

L’European Museum of the Year 2013 è il Riverside Museum di Zaha Hadid

Si è svolta a fine maggio, a Tongeren (Belgio), la cerimonia che ha incoronato il Riverside Museum  di Glasgow – progettato da Zaha Hadid  – European Museum of the Year 2013.

 LEuropean Museum of the Year 2013 è il Riverside Museum di Zaha Hadid

Riverside Museum – Zaha Hadid

Il premio viene assegnato ogni anno, dal 1977, dall’European Museum Forum per individuare l’eccellenza e promuovere evoluzioni innovative nei musei.

Il Riverside Museum di Glasgow mette in mostra i trasporti, la cantieristica e il patrimonio di ingegneria e ospita al suo interno una collezione di più di 3000 oggetti. L’edificio sorge alla confluenza del fiume Clyde e il fiume Kevin. Aperto alle estremità, con finestre dal pavimento al soffitto, il museo crea un collegamento diretto tra la città e il fiume, trasformando le sue mostre in parte integrante dell’ambiente, dando vita ad una forte connessione tra natura e città.

riverside museum 2 LEuropean Museum of the Year 2013 è il Riverside Museum di Zaha Hadid

Riverside Museum – Zaha Hadid – Dettaglio

Per l’edizione 2013 la giuria ha avuto l’impegnativo compito  di vagliare ben 40 musei  di 21 paesi europei. “Il Riverside Museum dimostra brillantemente come una collezione di trasporto specialistica possa rinnovare il suo valore attraverso l’impegno attivo grazie a  temi sociali e universali più ampi” ha spiegato il collegio giudicante. “La giuria dell’EMYA 2013 ha deciso all’unanimità che il museo di Glasgow soddisfa i criteri di ‘qualità pubblica’ ai massimi livelli.”

Zaha Hadid, archistar che ha progettato il museo, ha così commentato l’ambito riconoscimento: “Il Riverside Museum è una celebrazione della passione e delle competenze di tutti i soggetti coinvolti. Le mostre e la costruzione si incontrano in questo luogo storico sul fiume Clyde per entusiasmare e ispirare tutti i visitatori.”

 

Marina City - Chicago

Un video animato racconta i grattacieli di Chicago

Il motion graphics designer Al Boardman celebra cinque grattacieli di Chicago attraverso un video  di animazione.

[vimeo http://www.vimeo.com/66576980 w=500&h=281]

Chicago – Five Great Buildings from Al Boardman on Vimeo.

Al Boardman è un designer inglese, ma che vive e lavora a Chicago, per questo motivo ha voluto omaggiare l’architettura della città. “Chicago ha molti grandi edifici. E’ un luogo fortemente rappresentativo dell’architettura globale, ed è la città di nascita del grattacielo.”, spiega l’artista. Il video presenta ogni torre come un cartone animato colorato fatto da blocchi di linee geometriche nette, usando la forza del colore. I primi due progetti sono stati costruiti dalla società statunitense Skidmore Owings & Merrill: la Willis Tower di 442 metri – più comunemente nota come la Sears Tower e fino a poco tempo fa’  l’edificio più alto negli Stati Uniti – e il John Hancock Observatory  che raggiunge i 344 metri d’altezza.

 Un video animato racconta i grattacieli di Chicago

Willis Tower – Chicago

Caratteristici sono poi il Crain Communications Building a forma di diamante;

 Un video animato racconta i grattacieli di Chicago

Crain Building – Chicago

il Marina City Towers  che ricorda invece le fattezze di una pannocchia e la Trump Tower rispettivamente un hotel e un edificio residenziale di proprietà del miliardario Donald Trump.

marinacity chicago five great buildings by al boardman 5 Un video animato racconta i grattacieli di Chicago

Marina City – Chicago

 Un video animato racconta i grattacieli di Chicago

Trump Tower – Chicago

Un grande omaggio a Chicago, all’architettura e ma soprattutto ai famosi skycrapers: un simbolo degli Stati Uniti d’America.

Una nuvola di reticolato: ecco il Serpentine Pavilion di Fujimoto

Il reticolato è qualcosa di fondamentale per gli architetti. E’ la materia prima del loro lavoro, del meccanismo che permette di rendere possibile la realizzazione di un‘idea di un edificio nella realtà fisica di un paesaggio. Di solito svanisce nelle prime fasi del progetto di architettura all’aumentare della costruzione. Ma nel Serpentine Pavilion di quest’anno nei giardini di Kensington a Londra, la griglia non solo è ancora visibile, ma diventa l’intero edificio.

dezeen serpentine gallery pavilion 2013 by sou fujimoto photo by jim stephenson 22 Una nuvola di reticolato: ecco il Serpentine Pavilion di Fujimoto

Serpentine Gallery Pavilion 2013

L’idea è di costruire una nuvola di bastoni, difficile da mettere in pratica usando elementi geometrici. Tuttavia Sou Fujimoto (41 anni, il più giovane architetto a cimentarsi in questo progetto annuale) è riuscito nell’intento di creare una struttura accattivante nel modo più semplice possibile, utilizzando una serie di sezioni in acciaio dipinte di bianco accostate a superfici in vetro.

dezeen serpentine gallery pavilion 2013 by sou fujimoto photo by jim stephenson 20 Una nuvola di reticolato: ecco il Serpentine Pavilion di Fujimoto

Serpentine Pavilion Fujimoto 2013

Se prese singolarmente le barre di acciaio appaiono prive di significato, ma se ci si sposta dentro e fuori la struttura, aumenta la corposità degli spazi, e tutto comincia a sembrare quasi solido.

Le superfici in vetro orizzontali consentono che zone della struttura diventino gradini e terrazze in modo da potersi disporre su altri livelli. Più in alto ancora, una serie di dischi quasi invisibili trasparenti creano una copertura per lo spazio sottostante, che formerà l’auditorium dedicato alla serie di eventi d’arte della galleria.

dezeen serpentine gallery pavilion 2013 by sou fujimoto photo by jim stephenson 28 Una nuvola di reticolato: ecco il Serpentine Pavilion di Fujimoto

Serpentine Gallery Pavilion 2013 – dettaglio

Il Padiglione di Fujimoto ricorda quello realizzato del giapponese Sanaa del 2009, che in modo simile sembrava quasi scomparire nel cielo, creando tuttavia una stupefacente forma architettonica.

sanaa pavilion 2009 Una nuvola di reticolato: ecco il Serpentine Pavilion di Fujimoto

Sanaa Serpentine Gallery Pavilion 2009

Immagini di: Jim Stephenson

A Torino il festival “Architettura in Città”

Si è aperta ieri a Torino, la terza edizione del festival Architettura in Città promosso dall’Ordine degli Architetti di Torino e dalla Fondazione OAT.

Per 5 giorni l’architettura farà da protagonista in città con più di 75 iniziative realizzate attraverso la collaborazione di 100 istituzioni culturali che gravitano a Torino e provincia.

 A Torino il festival Architettura in Città

Architettura in Città – Torino 2013

Il Festival Architettura in Città , inaugurato lunedì 27 maggio, resterà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21 con conferenzemostrelaboratoriconcerti, e si chiuderà  sabato 1° giugno, con  la premiazione delle architetture vincitrici della decima edizione del concorso Architetture Rivelate.

Il tema principale di questa edizione é l’esplorazioni urbana: la riscoperta di luoghi sconosciuti o in disuso, rendendoli accessibili a tutti. Il quartier generale di Architettura in Città è alle Officine Grandi Riparazioni, luogo di sintesi tra un complesso di edifici di archeologia industriale, a voler fare da fil rouge del Festival.

Il Paese ospite per Architettura in Città è l’Argentina a cui verrà dedicata la mostra dal titolo significativo “Identidad en la Diversidad”, scelto per evidenziare gli aspetti sociali, artistici ed architettonici che hanno caratterizzato la storia dell’Argentina, un Paese in cui si sono alternate differenti civiltà e in cui, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, sono approdati 10 milioni di immigrati europei.

Per non perdere nessun  evento in calendario ecco il link dove poter consultare  il programma completo di Festival Architettura in Città 2013: www.architetturaincitta.oato.it

Stazione Mediopadana Calatrava

Un’onda per la Mediopadana firmata da Santiago Calatrava

La stazione Mediopadana della Tav a Reggio Emilia tra pochi giorni sara’ fruibile, ma non ancora del tutto completa: fino a dicembre infatti ci saranno ancora dei lavori in corso.

 Unonda per la Mediopadana firmata da Santiago Calatrava

Mediopadana di Reggio Emilia – Calatrava

I treni, 18 in tutto, cominceranno a viaggiare dal 9 giugno 2013, ma l’inaugurazione ufficiale dell’opera firmata dall’architetto Santiago Calatrava sarà l’8 giugno, alla presenza delle autorità.

L’idea originaria di “vela” proposta in un primo momento dall’architetto spagnolo, è stata adeguata e riadattata con un’onda, per creare un distacco architettonico dalla progettazione dei ponti, mantenendo però inalterato il fattore armonico e di uniformità che caratterizza tutto il progetto.

 Unonda per la Mediopadana firmata da Santiago Calatrava

Mediopadana-Calatrava

L’opera è stata studiata affinché vi sia la replica di un modulo lungo 25,40 metri formato dal ripetersi in successione di 13 portali di acciaio. Ogni modulo è formato da 25 portali, che ripetendosi in sequenza, permettono di raggiunge la lunghezza complessiva di 483 metri, creando l’effetto di “onda dinamica”, che genera un volume a tre dimensioni. La struttura dei portici vuole creare un effetto visivo paragonabile ad un susseguirsi di onde.

 Unonda per la Mediopadana firmata da Santiago Calatrava

Stazione Mediopadana Calatrava

Per le banchine di salita e discesa dai convogli ferroviari sarà realizzata una copertura in vetro stratificato, realizzata con pannelli rettangolari posizionati grazie all’utilizzo di un telaio in alluminio. I materiali utilizzati nel progetto sono prevalentemente l’acciaio ed il calcestruzzo, entrambi tinteggiati di bianco, ed il vetro, collocato fra le strutture a portico.

 Unonda per la Mediopadana firmata da Santiago Calatrava

Calatrava- Metropadana di Reggio Emilia

La Mediopadana, che rappresenta l’unica fermata in linea dell’Alta Velocità nel tratto Milano – Bologna, dista  circa 4 chilometri a nord dal centro di Reggio Emilia: la stazione è infatti facilmente raggiungibile dall’autostrada del Sole, si trova a meno di un chilometro dal casello autostradale di Reggio, ma anche dall’Autobrennero e dalla tangenziale Nord di Reggio Emilia. La nuova stazione servirà un bacino potenziale di circa 2 milioni di persone: da Piacenza a Modena e le province di Cremona e Mantova.

Con la stazione in esercizio sarà possibile da Reggio Emilia raggiungere Milano in 40 minuti e Bologna in circa 20.

A tu per tu con Nesite: l’intervista ad Antonio Frizzerin

Antonio Frizzerin, Sales Manager Nesite, si racconta rispondendo alle nostre domande.

In un’azienda giovane e dinamica lui si descrive come “il diversamente giovane“. Ma dalle sue parole sembra che incarni tutti i valori di un’impresa che guarda al futuro, con i piedi ben piantati per terra.

Ecco l’appuntamento di maggio con A tu per tu con Nesite. Buona lettura!

 A tu per tu con Nesite: lintervista ad Antonio Frizzerin

Antonio Frizzerin – Sales Manager Nesite

Nesite: Ciao Antonio, vuoi raccontarti in poche parole, magari solo in 140 caratteri così ne esce proprio un “tweet”?

Antonio: Sposato due figli molto legato alla famiglia e al lavoro. Inquadrato moderato e tenace, quasi sempre ottengo quanto prefissato.

N: Da quanto tempo collabori con Nesite e come è nato il vostro rapporto lavorativo?

A: Da “sempre”. O meglio, opero nel settore pavimenti sopraelevati dal 1980, anno in cui ho iniziato la mia collaborazione con Hiross azienda madre di NESITE. Ho vissuto personalmente tutte le altalenanti fasi aziendali e di mercato cambiando praticamente all’interno della stessa azienda (prima Hiross poi Nesite) più volte funzione. Di estrazione tecnica opero ora in ambito commerciale estero.

N: Potrà essere una domanda certamente di parte, ma per noi sarebbe interessante sapere da te quali sono i valori e le caratteristiche che maggiormente ti piacciono dell’azienda?

A: Un’azienda con una grande tradizione e know-how, “aperta” all’innovazione e in continua evoluzione. Ciò comporta a volte dei momentanei disorientamenti ma la barra torna sempre a dritta. Il management e i colleghi sono giovani (ahimè io sono il diversamente giovane) e danno freschezza alle idee e al pensiero aziendale. Un azienda con un cuore. Per qualcuno (io compreso) una seconda famiglia.

N: Quali sono a tuo avviso le chiavi di successo di Nesite, nel mercato di oggi?

A: Credo siano l’approccio professionale, competitivo, empatico, onesto e disponibile, necessario nel creare e rafforzare le buone relazioni alla base dei rapporti di successo con il cliente.

N: E dei social network cosa ne pensi? Lo ritieni un reale strumento di passaparola tra gli utenti e di comunicazione/dialogo tra azienda e cliente?

A: Onestamente non sono esperto in materia. Sono un timido utente dei social network. All’inizio della mia attività lavorativa ho visto il “telex” quindi vissuto il “fax” e ancora “la posta elettronica”, ora i social network. Vista la loro grande diffusione specie trai i giovani, penso siano il futuro della comunicazione/dialogo anche tra azienda e cliente, sino al prossimo nuovo sistema (telepatia?).

N: Se dovessi descrivere Nesite con 3 aggettivi quali sceglieresti?

A: Tradizione, Innovazione, Cuore

N: Tre buoni propositi a livello lavorativo e personale per il 2013?

A: Li riassumo in punti:

1-      Raggiungere e superare gli obiettivi prefissati

2-      Continuare ad essere disponibile e collaborare con colleghi e funzioni aziendali

3-      Dedicarmi maggiormente alla famiglia

N: Cosa ti aspetti per il futuro? Quali sono gli obiettivi che vorresti collaborando con Nesite?

A: Che sia migliore per tutti (in particolare per i nostri figli), anche se credo che le nuove sfide richiederanno un impegno sempre più duro. Continuare con soddisfazione e positività (anche di risultato) la mia attività all’interno della compagine, coltivando i già buoni rapporti con colleghi e responsabili.

Riapre il Lenbachhaus Museum firmato Foster+Partners

Dopo oltre dieci anni di lavori di ristrutturazione, il Lenbachhaus Museum di Monaco riapre i battenti con una cerimonia alla quale hanno partecipato, tra glia altri, il ministro della Cultura tedesco, il sindaco di Monaco di Baviera, e l’archistar Norman Foster di Foster + Partners che ha guidato la ristrutturazione del Museo.

Il nuovo edificio  rivestito di tubi di metallo di una lega di rame e alluminio, è inteso come un ‘scrigno’ per i tesori della galleria.

lenbach3 Riapre il Lenbachhaus Museum firmato Foster+Partners

Lenbachhaus Museum

All’interno del museo, una sequenza di gallerie per poter ammirare l’intera opera grafica di uno dei mostri sacri della pittura del Novecento, Wassily Kandinsky e ancora svariate opere di altri esponenti del Blaue Reiter - il Cavaliere azzurro, movimento pittorico fondato proprio a Monaco nel 1911.

fraz marc cavaleier azzurro Riapre il Lenbachhaus Museum firmato Foster+Partners

Cavallo Blu – Franz Marc

Molte delle opere d’arte presenti sono state dipinte con la famosa tecnica ‘plein-air’, per questo motivo la ristrutturazione ha tenuto conto anche della luce naturale che entra dall’esterno delle sale, per ricreare un ambiente ottimale per la loro visualizzazione.

Per il  progetto di ristrutturazione è stato creato un nuovo ingresso, adiacente al ristorante, accessibile tramite una nuova piazza ad est del museo – questo per recuperare il giardino interno, trasformandolo da una strada pedonale, in uno spazio tranquillo per i visitatori. Il ristorante e il suo salotto proseguono all’esterno, contribuendo ad animare le strade circostanti e attrarre nuovi visitatori nelle gallerie.

Naturescape: l’installazione di Kengo Kuma che ricorda i giardini giapponesi

In occasione della appena terminata edizione del Fuorisalone 2013, tre architetti d’eccezione hanno messo in scena tre straordinarie suggestioni del vivere contemporaneo. Michele De Lucchi, Diego Grandi e Kengo Kuma, hanno raccontato le loro Urban Stories attraverso uniche ed emozionanti installazioni.

 Naturescape: linstallazione di Kengo Kuma che ricorda i giardini giapponesi

Porta Nuova Varesine – Milano

Naturescape è il nome dell’installazione firmata da Kengo Kuma, al piano terra di uno dei nuovi grattacieli nell’area di Porta Nuova Varesine a Milano progettati dallo studio KPF – Kohn Pedersen Fox Architects. L’idea è di mettere insieme elementi naturali con un chiaro riferimento ai giardini giapponesi, caratterizzati da eleganza, quiete e semplicità, tipici della filosofia zen. 

 Naturescape: linstallazione di Kengo Kuma che ricorda i giardini giapponesi

Naturescape- Kengo Kuma schizzi

L’installazione di Kengo Kuma descrive la storia di due materiali opposti, che insieme hanno creato il mondo: la pietra e l’acqua, la prima levigata dalla forza dell’altra. L’acqua tramuta anche i materiali più resistenti riuscendo a creare forme assolutamente originali. L’installazione, con la sua semplicità, trasporta il visitatore in un’atmosfera onirica, dove le piante, il bambù e la ghiaia sono elementi secondari di una storia che vede protagonisti l’acqua e la pietra.

 Naturescape: linstallazione di Kengo Kuma che ricorda i giardini giapponesi

Naturescape – Installazione di Kengo Kuma

Gli elementi di sasso delimitano gli specchi d’acqua e si accostano alle superfici verdi, dove prende vita un vero e proprio bosco di bambù.

 Naturescape: linstallazione di Kengo Kuma che ricorda i giardini giapponesi

Naturescape – Kengo Kuma

Dal giardino sorge una cucina in pietra, mentre dagli specchi d’acqua prendono vita delle sculture. 
Numerosi elementi di arredo trovano spazio in vari punti dell’installazione, mentre le due zone esterne, allestite in continuità di elementi progettuali e materiali con l’interno, vedono la presenza di due strutture per esterni in metallo.

Per chi non avesse potuto vedere dal vivo l’installazione, il progetto sarà visibile fino al mese di settembre scrivendo a  naturescape@frassinago18.com.

A tu per tu con Nesite: l’intervista ad Andrea Sartorati

La nostra rubrica questo mese ospita Andrea Sartorati – Responsabile Ufficio Amministrazione & Finanza Nesite.

Tra empatia e senso del dovere, una vera passione per i social network e un sogno nel cassetto, ormai chiuso, quello di diventare un giornalista, Andrea si racconta a cuore aperto. Un’intervista che, siamo sicuri, vi conquisterà.

 A tu per tu con Nesite: lintervista ad Andrea Sartorati

Andrea Sartorati – Responsabile Ufficio Amministrazione & Finanza Nesite

Nesite: Ciao Andrea, vuoi raccontarti in poche parole, magari solo in 140 caratteri così ne esce proprio un “tweet”?

Andrea: permaloso, esterofilo, brontolone, intollerante, misantropo, prolisso e allergico alle lettere maiuscole. i difetti, invece… #thatsall

Tweet a parte, ho un caro amico che lavora in ambito artistico e si definisce (a mio avviso genialmente) un “cialtrone di talento”. Ecco, io sono l’esatto opposto: straordinariamente… ordinario! La natura non mi ha baciato con alcun talento particolare e cerco di rimediare con un forte senso del dovere, uno spirito di applicazione rigoroso (in alcuni frangenti quasi tedesco) e una moltitudine di interessi.

N: Da quanto tempo collabori con Nesite e come è nato il vostro rapporto lavorativo?

A: Sono entrato in Nesite subito dopo la laurea e il servizio civile, più o meno nel 2001. Mio padre allora era coinvolto nella compagine societaria, ma ho sostenuto il colloquio con un management totalmente esterno alla proprietà e sempre rivendicato un ruolo indipendente dal mio cognome. Anche perché, con tutta onestà, non posseggo affatto il sacro fuoco dell’imprenditorialità.

N: Potrà essere una domanda certamente di parte, ma per noi sarebbe interessante sapere da te quali sono i valori e le caratteristiche che maggiormente ti piacciono dell’azienda?

 A: È una risposta che può apparire costruita, ma corrisponde al vero: mi piace il profondo senso di responsabilità che si respira in ciascun ufficio. La realtà di Nesite è una giusta via di mezzo fra un’organizzazione strutturata per procedure precise e un ambiente snello e dinamico, pronto ad adattarsi. Ciascun reparto deve impegnarsi con autonomia nel raggiungimento non solo dei propri obiettivi, ma anche nell’integrazione con gli altri ingranaggi che compongono il complesso meccanismo della vita aziendale. E devo dire che la cosa funziona! Questo contribuisce, in un circolo virtuoso, sia alla crescita individuale che a quella collettiva.

N: Quali sono le difficoltà principali tipiche del tuo ruolo (responsabile finanziario) del mercato di oggi e come l’azienda le affronta?

A: Credo sia noto che non si tratta di un momento storico particolarmente facile per chi deve occuparsi di equilibrio finanziario. I problemi sono sotto gli occhi di tutti: le difficoltà del sistema bancario a sostenere la crescita anche delle aziende in salute, l’incidenza del costo del lavoro e delle utenze, la marginalità ridotta, gli incassi dei clienti non sempre puntuali. Nell’ambito di questo quadro l’azienda si difende più che bene e anche in questo caso si tratta di un risultato raggiunto grazie alla collaborazione di tutti: dai commerciali che selezionano a monte clienti affidabili ai colleghi dei reparti tecnico e logistico, sempre pronti a trovare soluzioni collaborative con le controparti in caso di richieste particolari. Da parte mia cerco di interpretare il ruolo aggiungendo agli inevitabili (e a volte noiosissimi) tecnicismi un pizzico della mia anima umanistica. Le mie comunicazioni contengono spesso citazioni o piccole punte di ironia e questo a volte contribuisce a creare un’empatia e a rafforzare rapporti che diventano più di partnership che di mero rapporto di acquisto e di vendita.

N: E dei social network cosa ne pensi? Lo ritieni un reale strumento di passaparola tra gli utenti e di comunicazione/dialogo tra azienda e cliente?

A: Sono sempre stato interessato al mondo tecnologico e ai suoi dintorni. In passato ho anche avuto i miei 15 minuti di warholiana celebrità con un blog in cui raccontavo dall’interno le vicende di una squadra di pallavolo di serie A.

Sono praticamente iscritto a tutti i social network, da quelli più noti ad altri riservati ad oscure nicchie di appassionati con atteggiamenti maniaco-compulsivi. Pur consapevole di alcuni rischi (specie a livello di gestione della privacy), credo che il mondo 2.0 abbia molti più pregi che difetti. Forse perché così mi illudo di essere (ancora) un giovane 2.0, visto che nella vita 1.0 non lo sono poi stato così tanto. Penso che in molti ambiti il web abbia fatto emergere talenti che difficilmente avrebbero avuto la possibilità di manifestarsi, specie all’interno di una società statica e così poco meritocratica come quella italiana. Nel mio piccolo è stata per me una grande soddisfazione vedere un paio di volte alcuni miei cinguettii retwittati da professionisti della carta stampata:  ho sempre avuto il pallino del giornalismo, ma è rimasto un sogno ben chiuso nel cassetto.

A livello professionale non amo molto le aziende che “infestano” i social network con messaggi pubblicitari di tipo tradizionale. Trovo invece intelligente la scelta di chi, come noi, crea un network aperto all’interazione e volto a riunire interessi e opportunità comuni. Poi ci sono alcune campagne virali assolutamente geniali e prima poi sono convinto che dal cilindro del marketing ne uscirà una legata al nostro brand.

N: Se dovessi descrivere Nesite con 3 aggettivi quali sceglieresti?

A: Giovane: anche se lo diciamo da anni… lo staff è davvero giovane, dentro e fuori;

Ambiziosa: poniamo sempre il traguardo un metro dopo il possibile… e quasi sempre riusciamo a tagliarlo lo stesso;

Onesta: ascoltiamo davvero chi ci sta di fronte, cercando di assecondarne sempre le richieste, una rarità in contesti in cui spesso prevalgono la furbizia intesa come virtù e la scorciatoia facile!

N: Tre buoni propositi a livello lavorativo e personale per il 2013?

A: Più o meno si equivalgono. Sono da sempre un fautore della qualità della vita come traguardo più importante delle gratificazioni economiche. Credo che la vera ricchezza odierna sia il tempo. Mi piacerebbe arrivare ad una situazione in cui l’ufficio amministrativo funzioni come una sorta di pilota automatico, per poter dire di aver fatto bene il mio lavoro e dedicarmi ancora di più alle passioni di cui sopra con tranquillità.

Piano piano ci arriveremo, anche se ovviamente sarebbe necessario un contestuale cambiamento di cultura dell’intera filiera, a partire dalle istituzioni e dai grandi clienti.

Banalmente sogno una società più giusta, in cui il merito venga riconosciuto in maniera naturale senza bisogno di bussare a mille porte. Vorrei infine un mondo più onesto e farne parte: di sicuro preferisco si dica di me che sono una brava persona piuttosto che simpatica.

E questo mondo ideale, dove gli amministrativi sono addirittura dei sognatori, dovrebbe ovviamente appoggiarsi sui nostri pavimenti!